ISOLA MISTERIOSA
Gennaio 20th, 2008PROVERBI E DETTI SARDI IN LINGUA SARDA- LOGUDORESE.
CI SONO MOLTI PROVERBI CHE CI PARLANO DEL CUORE DEI SARDI.
CHIE TUCCAT IN PANNU ACCABAT IN SEDA: chi parte vestito di panno finisce vestito di seta, ( SARULE ).
ONESTU SEMPRE SIAS PRO VIVER IN LIBERTADE RETZI E FAGHE CARITADE A NIUNU PENAS DIAS: onesto sempre tu sia / per vivere in libertà / ricevi e fa la carità / e a nessuno tu dia affanni, (ILLORAI).
AMORE POSTU IN CHENAPURA MEDA DURAT:amore che nasce di venerdì molto dura, (CHIARAMONTI).
ISOLA MERAVIGLIOSA E RIGOGLIOSA.
Nel cuore della bassa valle del fiume tirso, è situata la zona di Fordongianus, luogo di notevole interesse per i significativi ritrovamenti di resti dell’età romana. Le acque di Fordongianus, caldissime e riconosciute ancor oggi come estremamente terapeutiche furono “riscoperte” dai Romani che non fecero che valorizzare le fonti già adorate come divinità in tempi precedenti dalle genti sarde.
In questa benefica zona termale, sono state ritrovate pregevoli statuette di chiara età pre-romana rappresentanti dei benefici numi tutelari delle sorgenti e, fra numerosi oggetti di uso comune, una preziosa accetta risalente a circa 900-1000 anni prima di Cristo.
Fordongianus è situato sulla statale 338, che unisce Oristano alla zona del Gennargentu.
Dopo Villanova Truscheddu, si può deviare per il Nuraghe S. Barbara,imponente torrione che il tempo clemente ci ha lasciato in discreto stato di conservazione.
Non possiamo trascurare la chiesetta di Santu Lussurgiu (o S. Lussorio),che risale al periodo romanico, cioè al 1120 circa con interessanti apporti dell’arte gotica.
A circa 2km dal centro termale, in località Apprezzau,ammiriamo vari resti dell’età romana (ulteriore dimostrazione della vastità della zona archeologica): le tracce di un anfiteatro fanno supporre che Forum Traiani fosse in realtà una città vera e propria e non semplicemente un piccolo centro.
La Sardegna con i suoi “Misteri” e le sue tradizioni,è l’Isola più affascinante e meravigliosa che esiste nell’ Intero Universo.
AG
COSTUMI SARDI
Agosto 30th, 2007I DOLCI SARDI
Agosto 24th, 2007 Gli ingredienti per gli amaretti.
350 gr.mandorle dolci. 150 gr di mandorle amare. 500 gr zucchero. 3 albumi.
Spellare le mandorle, metterle in un mortaio assieme allo zucchero e pestarle sino a che entrambi non siano amalgamati. lo zucchero deve assorbire tutto il liquido delle mandorle.
A parte montate a (neve) gli albumi delle uova e mischiateli alle mandorle pestate.
Lavorate l’impasto lentamente.
Avrete cosi’ ottenuto la farina di mandorle, e la preparazione degli amaretti diventerà a questo punto semplicissima. con l’impasto formate delle palline e schiacciatele al centro, a piacere si può mettere una mandorla al centro.
Preparate una teglia ricoperta da un foglio di alluminio, mettete in forno e lasciateli cuocere a media temperatura.
Quando gli amaretti avranno ragiunto il loro caratteristico colore dorato, sfornateli, e lasciateli freddare.
Questa ricetta è un dolce tradizionale, dei matrimoni e dei battesimi.
Cozze Gratinate Con Pecorino
Luglio 8th, 2007(LA CUCINA SARDA)
Prodotto tipico dell’entroterra, il pecorino sardo fonde in modo naturale il proprio gusto con quello marino delle cozze.
COZZA CUN CASU
Ingredienti per 4 persone
1Kg di cozze
30g di pane grattugiato
100g di pecorino fresco
1 ciufetto di prezzemolo
olio extravergine di oliva
1.Raschiate le cozze dalle incrostazioni e togliete loro le barbe. Sciacquate sotto un getto d’acqua corrente e mettetele in un ampio tegame. Cuocete a fuoco vivo, spegnendo non appena si aprono le valve. Scartate le cozze che restano chiuse.
2.Intanto tritate l’aglio e il prezzemolo, e mescolateli con mezzo bicchiere scarso di olio e un pizzico di sale. Tagliate a scagliete il formaggio.
3.Sistemate le cozze (soltanto la valva cui è attaccato il mollusco), in una teglia, disposte in un unico strato. Conditele con il composto appena preparato, coprite con uno strato di scaglie di formaggio e spolverizzate con il pane grattuggiato.
4.Inumidite la superficie con qualche cucchiaiata del fondo di cottura delle cozze e mettete in forno a 200°. Gratinate per otto minuti e portate a tavola.
Il sapore delle cozze vi porterà a sentire la brezza marina dell’isola.
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LE MIGLIORI RICETTE DELLA SARDEGNA
Luglio 7th, 2007GNOCCHETTI SARDI AL SUGO ( MALLOREDDUS)
Ingredienti per 4 persone.
gr. 400 di farina di grano duro (o metà semola e metà farina bianca) un cucchiaio d’olio d’oliva, un pizzico di sale:
Ingredienti per il sugo:
gr. 100 di polpa di manzo e gr. 100 di polpa di maiale macinate, 4 cucchiai d’olio d’oliva, una cipollina tritata, gr. 500 di pomodori pelati freschi o in scatola, qualche foglia di salvia, basilico tritato, sale e pepe, pecorino grattuggiato.
Preparazione degli gnocchi:
Sulla spianatoia Impastate la farina con il sale, l’olio lo zafferano sciolto in un po d’acqua e altra acqua, aggiunta a poco a poco, fino a ottenere un impasto omogeneo e piuttosto sodo, fate tanti bastoncini grossi come una matita tagliateli a tocchettini e schiacciateli col pollice, passandoli su un setaccio: in Sardegna si usa il “ciurli”.
Preparazione del sugo:
Soffriggete nell’olio la cipolla con la salvia, rosolate le carni e, appena asciutte, versate i pomodori salate, pepate e portate a cottura.
Lessate gli gnocchetti in abbondante acqua bollente salata. Togliete al sugo la salvia e aggiungete il basilico.
Condite gli gnocchetti, scolati al dente, e completate col pecorino.
La Cucina Sarda Unica e Genuina.
Luglio 7th, 2007Cucina Sarda
Prodotti tipici, unici e genuini
La Sardegna è una delle mete più ambite dai turisti nazionali e internazionali, non solo per le sue bellezze naturali, ma anche per la sua originale e ricca gastronomia basata su ricette antiche tramandate di generazione in generazione.
Ogni provincia rispetta la propria tradizione utilizzando i prodotti tipici della zona. Grazie anche alla posizione geografica dell’isola, compresa tra il mare, le lagune pescose ed i rilievi dell’interno, gli ingredienti tipici della cucina sono molto differenziati ma nello stesso tempo semplici e naturali.
ANTIPASTI
Il caratteristico piatto sardo che precede il pranzo o la cena è costituito da salumi misti prodotti artigianalmente, prosciutto crudo, formaggio pecorino sardo, olive, il tutto guarnito con della verdura freschissima. Oppure è possibie trovare un antipasto che può comprendere granchi, cozze, arselle, patelle, datteri di mare, chiocciole, ricci, aragosta, polpo, bottarga di muggine.
PANE E PASTA
La tradizione sarda vanta diversi tipi di paste, secche e fresche, e di pani tipici. Ingrediente base è sempre la semola di grano duro, utilizzata per preparare i famosi malloreddus, il pane carasau conosciuto anche come carta da musica, la fregola composta da pasta lavorata a mano dalla forma di piccole palline e tostata al forno, i culurgionis con ripieno di ricotta.
SECONDI
Tra i piatti a base di carne è caratteristico il porchetto allo spiedo, arrostito e insaporito coi rami di mirto, il capretto e la pecora bollita.
Oppure una grigliata mista di pesce.
Famosi anche le Aragoste di Stintino e Alghero.
Funghi in Sardegna
Luglio 7th, 2007FUNGHI > BOLETUS > Porcino
SPECIE: aereus Bull.ex Fr
ETIMOLOGIA:lat.: agg. aereus,a,um = bronzeo
COMMESTIBILITA’:Commestibile
SINONIMI:
CARNE: Bianca, consistente, intensamente profumata, sembra che racchiuda in se tutti i profumi delle essenze del bosco. Al taglio, non cambia colore. Sapore dolce.
SPORATA: Bruno tabacco.
HABITAT: Boschi di latifoglie. In Sardegna, la lecceta è il luogo dove si trova più frequentemente.
GAMBO:
Pieno, sodo, carnoso, ventricoso. Può presentarsi anche più voluminoso del cappello. Colore crema-ocra chiaro, avvolto da un fitto reticolo concolore che si estende per quasi tutta la lunghezza del gambo.
CAPPELLO:
I colori del cappello imitano quelli delle foglie secche e vanno dal marrone chiaro a scuro, non uniforme, con variazioni fino al nero e con macchie rugginose. Convesso, con infossamenti o uniformemente liscio. Carnoso, sodo negli esemplari giovani. Morbido e soffice con l’età. Pellicola asciutta non separabile dalla carne. I tubuli dell’imenio inizialmente bianchi, con l’età tendono ad ingiallire fino a diventare verdi-oliva. Pori concolori ai tubuli, piccoli, tondi.
NOTIZIE GENERALI:
dedicano alla raccolta dei porcini, quasi sconosciuti ai più fino a qualche diecina d’anni fa. Avendone ben presto apprezzati i pregi gastronomici è oggi preda ambita e molto ricercata, essendo tra l’altro possibile conservarlo in molti modi.
A proposito di porcini: mio padre ed io andavamo in autunno alla ricerca di funghi, un giorno trovammo un porcino enorme, rimasi stupita, avevo appena 7 anni: per raccoglierlo il mio papà riscese in paese è chiamò 10 amici, cosi’ misero sotto a tutto il porcino una sacca lenzuolo fatta di stoffa tutta a forellini molto sottile, formando un letto che lo proteggesse, lo tirarono su e rimase intero; lo portarono in paese lo pesarono 20 kg.
Fecero una grande festa, perchè gli anziani dissero ora arrivverà l’abbondanza nei campi - è mio padre vinse tre forme di pecorino sardo fresco.
A. G.
Il Pane in Sardegna
Luglio 5th, 2007
Varietà di pane
Esistono almeno quaranta forme diverse di pane in tutta la Sardegna, ognuna caratteristica di una località o di una ricorrenza. Alcune sono autentici lavori d’abilità realizzati da massaie o fornai.
Alle forme di pane più tradizionali si affiancano oggi pani più comuni, adatti al pubblico dei turisti che numerosi frequentano l’isola, soprattutto nella parte costiera.
Ricordiamo però che il pane in Sardegna non è semplicemente un alimento. C’è un museo a Cagliari, presso l’Università, dove sono esposti tutti i tipi di pani rituali dell’isola, che consente un viaggio di grande interesse nella storia delle tradizioni locali. Si va dai pani di consumo corrente a quelli confezionati per determinate occasioni, battesimi, nozze, festeggiamenti vari, celebrazioni patronali e così via. Alla base di tutte le lavorazioni c’è la scelta della semola o della farina di grano tenero, la lavorazione a mano delle forme e la cottura nel forno a legna.
I COCCOI
È un pane considerato delle feste, che si ritrova in varie regioni della Sardegna con nomi e aspetti diversi secondo la zona. È comunque sempre abbellito da decorazioni eseguite con le forbici direttamente sulla pasta. I vari coccois s’identificano con i nomi delle forme assunte: aranada per melagrana, pisci o pilloni se imitano un pesce o un uccello, tostobinu una tartaruga, matz ‘e froris un mazzo di fiori, anadixedda un anatroccolo.
Nelle feste di matrimonio di stampo tradizionale con sposi e invitati in costume il pane ha forme elaborate di foglie intagliate, dischi ricamati, veri e propri bouquet nei quali la pasta riproduce perfettamente fiori, frutta e animali in composizioni barocche di grandissimo effetto.
IL PANE CARASAU
È il più conosciuto e diffuso anche fuori dall’isola, visto che si mantiene a lungo croccante.
La sua preparazione era quasi una cerimonia celebrata dalle donne di casa per la buona riuscita del lavoro degli uomini sui pascoli. Per ottenere la sfoglia sottile e croccante del pane carasau, il grano viene separato in semola, crusca e farina, per ottenere poi il semolato rimacinato di grano duro pronto per la panificazione.
L’impasto del semolato, con acqua, lievito e sale, viene fatto lievitare per ben due volte in forme che una prima cottura fa gonfiare. È questa la fase da cui tutto dipende. Le forme devono gonfiarsi dividendosi in due sfoglie, prendendo dal forno la forma di un irregolare palloncino di pasta. Vengono allora tolte dal forno e con un coltello vengono separate le due sfoglie sottili, che infornate e cotte nuovamente diventano croccanti. Sono i sottilissimi fogli chiamati anche carta da musica.
Nato dalla necessità di mantenere gusto e fragranza per mesi, il pane carasau era l’alimento base dei pastori, che l’accompagnavano con formaggio di pecora o capra; si può gustare anche nella sua variante guttiau, condito con olio d’oliva e sale e dorato nuovamente in forno.
Con il pane carasau si preparano piatti semplicissimi come il «pane frattau», composto di strati di sfoglia imbevuti di brodo e alternati a sugo di pomodoro, formaggio pecorino grattugiato e uova in camicia cotte nel brodo. Un pasto completo dove si legano meravigliosamente i sapori delle due anime, contadina e pastorale, della Sardegna più vera.
Una variante è il PISTOCCU, originario della zona dell’Ogliastra; ha forma rettangolare suddiviso in due sfoglie dopo una prima cottura e infornato di nuovo. Somiglia al pane carasau, ma è più spesso e solido, Anticamente ne esistevano una versione ricca, con semola e fiori di farina, e una più modesta, a base di cruschello e farina d’orzo, preparata per la transumanza dei pastori.
Sardegna: La mia terra Nativa
Luglio 3rd, 2007Nasco in un piccolo paesino della Gallura, Sardegna, a Gennaio del 1954.
Il giorno che venni alla luce nevicava. L’usanza era di immergere il piedino del bambino appena nato dentro la neve, per preservarlo dalle infezioni batteriche. Ricordo non presi mai un raffreddore: la mia salute era di ferro.
La mia infanzia fu molto serena e gioiosa, nonostante ci fossero degli alti e bassi in famiglia per l’orgoglio paterno.


